lavori muratura

“Avere un tetto sulla testa” è normalmente un modo per intendere l’avere una casa, un posto da abitare. E che cosa sarebbe dunque una casa senza un tetto, se non un insieme di muri inutili, in cui entra la pioggia, in cui non ci si può riparare. Così è una casa, qualcosa di vivo che in qualche modo subisce i colpi del tempo, si consuma ed invecchia. È per questo, per una lotta contro il tempo e contro lo spreco, che si è deciso di intervenire su una porzione dell’ex caserma Piave. Per realizzare quella che vuole essere una casa dei beni comuni, ovvero di tutto ciò che, materiale e non, può essere restituito, prodotto e conquistato dalla comunità. Rovesciando la logica delle aree militari, interdette alla popolazione e avvolte dalla segretezza, per farne uno spazio aperto, luogo di incontro e di relazione.

Così come tempi di incontro e di relazione sono stati i lunghi mesi, dall’inizio del 2013, con le riunioni pubbliche di coinvolgimento, l’elaborazione e la presentazione di un progetto, sino alla richiesta forte di potere intervenire prima possibile per evitare l‘ulteriore degrado della struttura . Un gruppo di persone di età diverse ha messo a disposizione le proprie competenze, frutto di anni di lavoro e di studio, ed il proprio tempo, ha rubato sabati e domeniche agli impegni familiari e personali, combattendo impavidamente contro la scarsa clemenza del meteo bellunese. Sono stati condivisi attrezzi, mani e occhi esperti hanno vigilato su quelle più maldestre di chi è più abituato a pensare che a realizzare. Così, le idee sono diventate lavori realizzati e le competenze hanno iniziato a circolare.

Alla porzione di ex Caserma Piave è stato dato un tetto nuovo sostituendo oltre cinquecento tegole, sono stati risanati i muri, sia all’interno e in questi giorni all‘esterno, verificata l’efficacia e sistemati i guasti di impianti e serramenti, tagliate le piante, ripulite le grondaie e i pozzetti.
La casa dei beni comuni esiste già e non solo fisicamente, perchè consistenti lavori sono stati fatti ad un edificio che il tempo si stava divorando. Esiste già perchè hanno cominciato ad esserlo le persone che in questi mesi vi hanno lavorato, vi si sono confrontate, ci hanno messo le mani.

A breve si aprirà il bando di pubblico interesse per l’assegnazione delle aree dell’ex caserma, ed altri soggetti presenteranno le loro proposte; da parte nostra nessuna rivendicazione di primogenitura ma la serenità di avere agito con trasparenza, correttezza e coerenza, indicando prima le dimenticanze di una comunità poi invitandola a confrontarsi per poi impegnarsi a fondo ad elaborare un progetto e da ultimo rimboccandosi le maniche e sporcandosi le mani.
Noi abbiamo dato un senso alle parole, all’amministrazione comunale,ora, condividerlo.

Nel frattempo apriremo lo SPUTNIK 52 uno spazio temporaneo, in Via Mezzaterra, 52, da sabato 29 marzo Questo luogo per un mese ospiterà mostre, eventi e un mercatino del riuso per l’autofinanaziamento dei lavori nell’ex Caserma Piave. Ci sarà una mostra che illustra il percorso, il progetto e i passi già compiuti di quello che vuole essere il prossimo spazio sociale di Belluno.

Casa dei Beni Comuni – Belluno

Leave a Comment

Who are you?

Your message.