Crane_Vive_la_Commune

1. Preambolo 

2. Statuto

Articolo 1. Costituzione
Articolo 2. Sede
Articolo 3. Finalità
Articolo 4. Attività istituzionali
Articolo 5. Durata e accesso all’Associazione
Articolo 6. Soci fondatori
Articolo 7. Soci comunardi
Articolo 8. Patrimonio sociale, risorse economiche e bilancio
Articolo 9. Organi dell’Associazione
Articolo 10. La Comune (Assemblea dei Soci Comunardi)
Articolo 11. Il Presidente e Vice-Presidente
Articolo 12. Il Consiglio
Articolo 13. Il Tesoriere e il Collegio dei Revisori
Articolo 14. Scioglimento
Articolo 15. Disposizioni Finali

3. Codice etico-politico

1. PREAMBOLO

Noi che in comune, dall’estate del 2013, abbiamo iniziato un percorso pubblico di auto-recupero di una porzione del bene comune rappresentato dall’ex Caserma Piave, intendiamo, con il presente atto, intraprendere un percorso costituente per il pieno riconoscimento giuridico dell’Associazione Casa dei Beni Comuni Belluno.
Noi riconosciamo che il diritto vivo sgorga dalle lotte per l’emancipazione e l’autodeterminazione dei popoli e dei soggetti.
Noi intendiamo farci protagonisti del processo di trasformazione che in tutto il mondo travolge il diritto inteso come mera burocrazia e forma e che ha prodotto l’emersione della categoria dei beni comuni a livello costituzionale, normativo e giurisprudenziale.
Il bene comune non è dato, si manifesta attraverso l’agire condiviso, è il frutto di relazioni sociali tra pari e fonte inesauribile di innovazioni e creatività. Il bene comune nasce dal basso e dalla partecipazione attiva e diretta della cittadinanza.
Il bene comune si autorganizza per definizione e difende la propria autonomia sia dall’interesse proprietario privato sia dalle istituzioni pubbliche che governano con logiche privatistiche i beni pubblici.
Noi siamo idealmente collegati a tutte le altre comunità in lotta per la difesa e il riconoscimento dei beni comuni, ovunque queste si trovino. Immaginiamo, per un mondo nuovo, istituzioni nuove, partecipate, ecologiche, autorevoli, rispettose della creatività di tutti, che siano capaci finalmente di opporsi all’interesse privato e all’accumulo senza fine.
Noi sappiamo che i beni comuni costituiscono un genere giuridico nuovo, indipendente rispetto al titolo di appartenenza, direttamente legati all’attuazione di valori promessi nella Costituzione italiana nata dalla Resistenza, ma sottratti al nostro vivere comune perché continuamente traditi dalle oligarchie private e pubbliche.
Noi proclamiamo, cominciando dallo Spazio Sociale Casa dei Beni Comune all’interno dell’ex Caserma Piave, che i beni comuni vanno posti fuori commercio perché appartengono a tutti, ossia all’umanità nella sua interezza e sono radicalmente incompatibili con l’interesse privato al profitto e alla rendita. I beni comuni sono imprescindibili per l’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona.
Noi vogliamo dimostrare, cominciando dall’ex caserma Piave, che un ente pubblico che abbandona o cerca di privatizzare beni comuni tradisce il proprio mandato costituzionale.
Noi perciò proclamiamo con il presente atto di autonomia privata che uno spazio fisico come lo Spazio Sociale all’interno dell’ex Caserma Piave è a pieno titolo un bene comune.

2. LO STATUTO

Articolo 1. Costituzione

E’ costituita in Belluno l’associazione di promozione sociale denominata Casa dei Beni Comuni Belluno, quale ente collettivo senza scopo di lucro e con fini di utilità sociale ed è disciplinata dal presente Statuto, dal Preambolo e dal Codice etico-politico allegato al presente Statuto nonché dai principi fondamentali e costituenti della giustizia ecologica e solidaristica internazionale ed intergenerazionale.

Articolo 2. Sede

L’Associazione ha sede presso via Santa Maria dei Battuti 13 e potrà trasferire la sede sociale o istituire e chiudere sedi secondarie anche altrove nel territorio dello Stato con la sola deliberazione del Consiglio e senza che ciò comporti variazioni al presente statuto.

Articolo 3. Finalità

L’associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà e partecipazione sociale.
Essa opera a favore dei soci comunardi, di terzi e del riconoscimento della cultura come bene comune, nel pieno rispetto della libertà e dignità dei suoi componenti e di tutti.

L’associazione si prefigge le seguenti finalità:
a) la promozione di una cultura inclusiva dei beni comuni;
b) la valorizzazione e la salvaguardia del territorio della provincia di Belluno;
c) la promozione di iniziative di studio, dibattito, formazione finalizzate alla ricerca ed elaborazione di proposte comuni di rigenerazione sociale, economica e produttiva, culturale e politica del territorio;
d) la promozione di solidarietà e cooperazione volta a offrire un esempio virtuoso nel governo degli spazi ad essa assegnati;
e) la promozione di pratiche ai autogoverno, autogestione, autosostenibilità;
f) la difesa dei diritti fondamentali della cultura e della conoscenza;
g) la pratica attiva del ripudio della guerra e di qualsiasi forma di dominio, di sfruttamento, di oppressione, includendo in ciò il precariato in ogni sua forma
h) la partecipazione diretta dei propri soci comunardi alla gestione e promozione dell’Associazione e delle sue attività.

I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi tra gli associati, anche in forma indiretta.

Articolo 4. Attività Istituzionali

L’Associazione non ha come scopo il profitto, pertanto lo svolgimento di attività economiche sarà rivolto al solo e unico fine di procurarsi i mezzi per il raggiungimento delle finalità di cui sopra. In questo senso l’Associazione si avvale di ogni strumento utile in coerenza con il proprio codice etico-politico e, in particolare, potrà svolgere le seguenti attività istituzionali:
a) collaborazioni con istituzioni autonome;
b) collaborazioni con enti locali, anche attraverso la stipula di convenzioni;
c) collaborazioni con enti nazionali ed europei, anche attraverso la stipula di convenzioni;
d) la co-produzione di iniziative di valore sociale e culturale altre associazioni, fondazioni, enti locali e nazionali;
e) la produzione e pubblicazione di materiali e sussidi di studio ed illustrativi;
f.) iniziative culturali, sportive, politiche, turistiche e ricreative, nonché servizi
g) attività di autofinanziamento

Articolo 5. Durata e Accesso all’Associazione

La durata dell’Associazione è illimitata; la partecipazione a essa costituisce un impegno personale.
Possono far parte dell’Associazione tutte le persone fisiche e le persone giuridiche che si riconoscono nello statuto e nel codice etico-politico ed intendano collaborare per il raggiungimento dello scopo sociale. L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario ma impegna all’osservanza delle disposizioni statutarie, nonché delle direttive e delle deliberazioni che nell’ambito delle disposizioni medesime sono emanate dai suoi organi.
Le persone giuridiche possono partecipare alla vita associativa; nei processi decisionali non hanno diritto di voto.

Articolo 6. Soci Fondatori

Sono soci fondatori dell’associazione le persone fisiche che sottoscrivono il presente statuto, codice etico-politico e atto costitutivo. Nominano in forma provvisoria, nel momento della fondazione dell’Associazione, il Presidente e il Vice-Presidente, il Tesoriere e i membri del Consiglio con voto palese a maggioranza semplice, che rimarranno in carica fino alla convocazione della prima Comune, per permettere l’operatività dell’Associazione nelle prime fasi costitutive.

Articolo 7. Soci Comunardi

Sono soci comunardi quanti condividono il codice etico-politico, le finalità dell’Associazione, partecipano alla Comune e sono liberamente portatori di doveri di lavoro periodico, fisico o intellettuale, per la cura e il governo dei beni comuni, dell’Associazione e dello Spazio Sociale Casa dei Beni Comuni.
Tutti i soci comunardi hanno uguali diritti e uguali obblighi nei confronti dell’associazione.
Tutti i soci comunardi hanno il diritto-dovere di partecipare alla gestione dello Spazio Sociale Casa dei Beni Comuni attraverso l’esercizio del consenso nella Comune per l’approvazione e le modifiche dello Statuto e per la nomina degli organi dell’associazione. Il comunardo ha il diritto ad eleggere ed essere eletto liberamente alle cariche sociali previste dal presente statuto.
La partecipazione alla Comune è dovere fondamentale di tutti i soci comunardi.
Il numero dei soci comunardi è illimitato.
Tutti i soci comunardi sono tenuti al pagamento di una quota d’ingresso all’atto della loro iscrizione e di una quota stabilita per gli anni successivi, i cui termini di importo e versamento sono fissati annualmente dalla Comune in occasione dell’approvazione del bilancio secondo il principio “ciascuno secondo le proprie possibilità”. La quota associativa non è soggetta a rivalutazione, non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualifica di associato ed è intrasmissibile.
La tessera è il documento che qualifica il suo possessore come socio comunardo a pieno titolo dell’Associazione. La sua validità decorre a partire da quando viene acquistata e scade il 31 dicembre.
La qualità di socio comunardo si perde per decesso del socio, scioglimento dell’associazione, dimissioni, mancato pagamento della quota sociale entro il 31 gennaio di ogni anno o per decisione della Comune a causa del mancato rispetto da parte del socio del presente Statuto e Codice Etico-Politico.
L’esclusione è deliberata dall’Assemblea con voto segreto a maggioranza semplice dei presenti e dopo avere ascoltato le giustificazioni dell’interessato, in deroga al principio del consenso espresso nell’articolo 10.

Articolo 8. Patrimonio sociale, risorse economiche e bilancio

Il Patrimonio Sociale dell’associazione è indivisibile ed è costituito da:
a) Beni mobili, beni registrati mobili e beni immobili di proprietà dell’associazione;
b) Contributi, erogazioni, liberalità, donazioni e lasciti diversi;
c) Fondi di riserva;
d) Ogni altro tipo di entrate ammesse ai sensi della L.383/2000.

Le risorse economiche per il sostentamento dell’Associazione e per la promozione delle attività sono ricavate attraverso:
a) dalle quote versate e dai beni donati dai soci fondatori e dai soci comunardi;
b) dai proventi derivanti dalle attività dell’Associazione- in accordo con le finalità statutarie
c) da singole iniziative di crowdfunding;
d) da eventuali contributi di enti pubblici e locali, o altri enti istituzionali in accordo con quanto previsto nel presente statuto;
e) da eventuali altri contributi derivanti da finanziamenti erogati a qualsiasi titolo dall’Unione Europea o da altre organizzazioni internazionali;
f) dagli eventuali proventi derivanti dall’uso di eventuali beni immobili in coerenza con il codice etico-politico.

Il bilancio comprende l’esercizio sociale dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere presentato alla Comune entro il 30 aprile successivo. Il primo bilancio riguarderà il periodo dalla data di costituzione al 31 dicembre 2014. In caso di comprovata necessità o impedimento può essere prevista deroga. Il bilancio è predisposto dal Consiglio e approvato dalla Comune e dovrà essere pubblicato presso il sito internet dell’Associazione almeno 20 giorni prima dell’assemblea al fine di poter essere consultato da ogni socio comunardo.
L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali.
L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura

Articolo 9. Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:
a) La Comune (assemblea dei soci comunardi);
b) il presidente e il vice-presidente;
c) il consiglio;
d) il tesoriere.

Articolo 10. La Comune (Assemblea dei Soci Comunardi)

La Comune è composta dai Soci Comunardi. Possono parteciparvi tutti i Soci Comunardi, che alla data di convocazione dell’Assemblea siano in regola con il pagamento della quota sociale.
L’assemblea può essere convocata in forma “ordinaria” o “straordinaria” dal Consiglio tramite avviso scritto, contenente la data e l’ora della convocazione e l’ordine del giorno, esposto sul sito dell’Associazione almeno cinque giorni prima. Le modalità di convocazione, comunque, dovranno garantire la più ampia partecipazione possibile.

La Comune ha il compito della gestione dell’Associazione dal punto di vista pratico, logistico e programmatico. Gli indirizzi e le scelte avvengono sempre e solamente secondo il metodo del dialogo e della condivisione dei presenti all’assemblea. indipendentemente al loro numero rispetto alla compagine complessiva, in quanto si ritiene la pratica del voto legata a una sfera solamente quantitativa della democrazia e pertanto, facilmente succube di logiche di potere interne; al contrario, la pratica del consenso, quale processo decisionale di gruppo dove le decisioni non solo l’espressione dell’accordo tra la maggioranza dei partecipanti, ma l’integrazione di tutte le istanze, è da considerarsi il vero metodo di una pratica democratica orizzontale e inclusiva. Pertanto non è previsto e contemplato il metodo del voto. La Comune delibera, infatti, per consenso unanime.

Tutti i Comunardi presenti in assemblea contribuiscono alla formazione del consenso, nessuno può essere rappresentato da altri, pertanto, non sono ammesse deleghe nelle assemblee e nelle elezioni. L’Associazione promuove, infatti, la partecipazione diretta.

La Comune può approvare le modifiche al suddetto statuto e del Codice Etico-Politico o ratificare quelle proposte dal Consiglio.
La Comune è presieduta e coordinata a turno da un Socio Comunardo.
La Comune si riunisce a cadenza periodica e almeno una volta l’anno in forma “ordinaria” nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 aprile.
Essa:
a) Approva il bilancio consuntivo e l’eventuale bilancio preventivo;
b) Approva le linee generali del programma di attività svolte nell’anno precedente;
c) Approva il programma preventivo delle attività proposte dal Consiglio in carica;
d) Stabilisce i minimi e i massimi della quota d’ingresso e della quota sociale annuale nonché i termini di versamento delle stesse con principi di non esclusione e di equità sociale;
e) Delibera su tutte le questioni attinenti la gestione sociale che le compete;
f) Elegge con il metodo della condivisione il Presidente, il Vice-Presidente, il Tesoriere, il Consiglio, il Collegio dei Revisori dei Conti alla fine del mandato o in seguito alle dimissioni degli stessi o alla loro decadenza.
g) Rimuove il Presidente, il Vice-Presidente, il Tesoriere, i membri del Consiglio, il Collegio dei Revisori dei Conti nei casi di grave inadempienza dimostrata nello svolgimento dei compiti di competenza, o nei casi di violazione, da parte degli stessi, di norme del presente Statuto e del Codice politico;
Le funzioni di segretario sono svolte da persona nominata di volta in volta dai comunardi riuniti.
I verbali della Comune saranno redatti dal segretario e firmati dal segretario e da altri due comunardi scelti di volta in volta.
Le decisioni prese dalla Comune impegnano tutti i soci anche se dissenzienti o assenti.
I verbali della Comune sono resi pubblici tramite pubblicazione sul sito dell’associazione entro cinque dalla loro approvazione.
La Comune si riunisce in forma “straordinaria”, su convocazione del Consiglio, quando vi sia la necessità di superare l’impossibilità di decidere per unanimità su una specifica questione discussa in due consecutive assemblee convocate in forma “ordinaria”. In questa e sola occasione è possibile passare alla votazione per alzata di mano a maggioranza semplice dei presenti.
L’assemblea straordinaria approva eventuali modifiche allo statuto con la presenza di almeno la metà più uno dei soci e con decisione deliberata a maggioranza dei presenti; scioglie l’associazione e ne devolve il patrimonio col voto favorevole di ¾ dei soci.

Articolo 11. Il Presidente e Vice-Presidente

Il presidente viene eletto dalla Comune e ha il compito di convocarla, di verificare l’esercizio della pratica del consenso ed, eventualmente, rettificare il comportamento dell’assemblea. Il presidente ha inoltre il ruolo di garante e di rappresentante legale dell’Associazione. La durata della carica di presidente è periodica e dipende dalla decisione dell’assemblea. Il Presidente esegue le delibere del Consiglio, convoca e presiede le riunioni dello stesso. Al presidente è attribuita la responsabilità di sottoscrivere documenti e/o compiere atti che impegnano l’Associazione nei confronti della pubblica amministrazione e dei terzi. In caso di assenza del Presidente i suoi poteri sono esercitati temporaneamente dal Vice – Presidente. Sia il Presidente che il Vice-Presidente possono essere rieletti.

Articolo 12. Il Consiglio

Il Consiglio è l’organo operativo dell’Associazione.
I componenti del Consiglio vengono eletti dalla Comune, per autocandidatura o per candidatura della Comune stessa. La durata della carica di Consigliere è periodica e dipende dalla decisione della Comune. Tutti i Consiglieri sono rieleggibili.
Il Consiglio ha il compito di garantire il duplice principio della partecipazione e della competenza per l’autogoverno dell’Associazione.
Il Consiglio deve essere espressione della pluralità della Comune e pertanto è composto da nove membri, compresi il Presidente, il Vice-Presidente e il Tesoriere, che vengono annualmente scelti dall’assemblea stessa.

Al Consiglio Compete:
a) attuare le direttive generali stabilite dalla Comune e promuovere ogni iniziativa politica, giuridica, sociale o culturale volta al conseguimento degli scopi sociali dell’Associazione;
b) coordinare le iniziative e le attività scaturite dalle delibere della Comune;
c) assumere, di concerto con la Comune, tutti i provvedimenti necessari per l’amministrazione ordinaria dell’Associazione;
d) predisporre di concerto con il Tesoriere il bilancio consuntivo e preventivo dell’Associazione;
e) riferire con breve relazione all’inizio di ogni assemblea della Comune in merito all’andamento delle attività in corso;
f) sollevare davanti alla Comune i casi controversi che emergono quando il Consiglio
non raggiunge l’unanimità;
g) convocare la Comune in forma “straordinaria”.
h) curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà dell’Associazione o ad essa affidati.

Il Consiglio si riunisce ogni qualvolta se ne presenti la necessità, su convocazione del Presidente o su richiesta di almeno due Consiglieri. Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei Consiglieri in carica. Il Consiglio assume le decisioni con il metodo del consenso e all’unanimità dei presenti, salvo in caso di dimissioni del Consiglio che vengono decise con voto palese e con il raggiungimento della maggioranza qualificata dei Consiglieri. In casi di controversia emersi in due sedute consecutive su questioni specifiche, la decisioni vengono rimandate alla Comune.
I Consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni del Consiglio. Il Consigliere che non si presente ingiustificatamente a tre riunioni consecutive, decade. Decade comunque il Consigliere dopo sei mesi di assenza dai lavori del Consiglio. Il Consigliere decaduto o dimissionario viene sostituito da un altro socio comunardo eletto dalla Comune.
Il Consiglio può dimettersi quando ciò sia deliberato dalla maggioranza qualificata dei Consiglieri eletti.

Articolo 13. Il Tesoriere e il Collegio dei Revisori

La Comune nomina un tesoriere che è responsabile di mantenere in ordine i conti dell’Associazione.
Il Tesoriere resta in carica tre anni e può essere confermato. Il tesoriere predispone materialmente i bilanci preventivi e consultivi e si occupa del rispetto di ogni scadenza e adempimento di legge. Nella sua attività è coadiuvato e vigilato dal Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti, che è composto da due membri eletti dalla Comune, ha il compito di controllare tutta l’attività amministrativa e finanziaria dell’Associazione, nonché di verificare l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio. Relaziona al Consiglio e alla Comune e può partecipare ad entrambi le sedute.

Articolo 14. Scioglimento

In caso di scioglimento i beni dell’Associazione non potranno essere divisi dai soci, ma saranno interamente devoluti ad altre organizzazioni operanti in identico o analogo settore.

Articolo 15. Disposizioni Finali

Per quanto non previsto dallo Statuto, decide la Comune ai sensi del codice civile e delle leggi vigenti in materia. Redatto, stampato, approvato e sottoscritto in Belluno in via Santa Maria dei Battuti 13, il 26/02/2014.
Seguono le firme dei soci fondatori.

CODICE ETICO-POLITICO

1. ISTITUZIONE DEL COMUNE E CITTADINANZA

Lo Spazio Sociale Casa dei beni comuni di Belluno è un’istituzione intesa come spazio di soddisfazione di bisogni e di conquista di desideri in continua metamorfosi. È un modello positivo di azione per la trasformazione dell’esistente e in permanente rivoluzione.

Lo Spazio Sociale Casa dei beni comuni Belluno non nasce né in un luogo né in un momento storico casuali. È l’atto di volontà di occuparci di ciò che è nostro, del divenire cittadinanza.
Lo Statuto e il presente Codice EticoPolitico traducono in diritto vivente i principi generativi ed inclusivi della lotta che ha agito finora attraverso una prassi politica condivisa in un anelito costante alla felicità comune.
Intendiamo per cittadinanza un processo aperto di autodeterminazione, affidato a pratiche relazionali e di riappropriazione dei diritti sociali fondamentali negati o elusi.
Ci impegniamo a realizzare il diritto alla città, inteso come diritto all’uso, all’accesso, alle relazioni, al significato dei luoghi, in una dimensione della vita urbana che rompa i confini tra centri e periferie delle città, promuovendo processi di cooperazione sociale, consapevoli della non neutralità dei luoghi e degli spazi in cui ci situiamo.
La partecipazione della cittadinanza consiste in tutte quelle attività che si dispiegano nella cura, nella produzione e creazione condivisa e nella cooperazione tra soggetti liberi. Questa nuova istituzione del comune si basa sull’autogoverno, l’accessibilità, l’eticità dei finanziamenti e l’equità dei rapporti sociali.
È questo fare comune che trasforma il mero spazio fisico in un bene comune.

2. VALORI

Le pratiche di questa nuova istituzione del comune, in piena autonomia, ripudiano ogni forma di fascismo, razzismo, omofobia e sessismo attraverso la creazione e la diffusione di politiche attive di inclusione e di affermazione delle singolarità.

L’Associazione ripudia ogni forma di precarietà, in quanto forma di sfruttamento sociale nei rapporti di lavoro e fonte di diseguaglianze. L’Associazione ripudia i rapporti sociali gerarchici che si basano su competenze, tipo di lavoro svolto, titolarità dei compiti. Sperimenta forme di condivisione del senso del lavoro svolto insieme, riducendo il valore della specializzazione, del professionalismo e della fissità dei ruoli organizzativi. Favorisce un’organizzazione organica di lavori e competenze, fondata su un’assunzione collettiva dei progetti e sulla circolazione e condivisione di conoscenza, esperienza, saperi, che producano pratiche diffuse di turnazione, favorendo così anche modi aperti e innovativi di formazione e autoformazione. L’Associazione mira a difendere e conquistare i Beni comuni, quale nuovo genere giuridico appartenente all’umanità nella sua interezza, al di là di ogni forma di diritto privatistico.
L’associazione riconosce la conoscenza come common, risorsa inalienabile, inesauribile e continuamente rigenerata dall’intelligenza collettiva: per questo è patrimonio vivo di tutti e tutte, e non può essere oggetto di appropriazione esclusiva, di recinzioni, di profitto e di messa a rendita. Ogni regime proprietario applicato ai prodotti dell’intelligenza limita l’accesso ai saperi e alle informazioni, la condivisione dei contenuti, la circolazione delle idee ed è in contrasto con le pratiche di commoning in cui ci riconosciamo. L’associazione si fa portatrice di un nuovo modello culturale, che riconosce e garantisce la condivisione libera e gratuita dei saperi.
L’Associazione contrasta l’attività di quelle società e/o enti che nella tutela dei diritti d’autore, connessi o diretti, esercitano una posizione predominante e di monopolio; a tal fine, l’associazione promuove la ricerca di nuove forme di garanzia della creatività più sostenibili dal punto di vista sociale, favorendo la più ampia autonomia nella relazione creative e vitali.
L’Associazione resiste.

3. AUTOGOVERNO E CONSENSO

Il principale organo di governo dell’associazione Casa dei beni comuni è la Comune, luogo di discussione nel quale si costruisce pensiero critico. Le decisioni vengono raggiunte attraverso la pratica del consenso.
La pratica del consenso è un metodo inclusivo e non autoritario, un processo decisionale condiviso: posizioni differenti possono vivere insieme in autonomia senza essere dissolte in una sintesi unica o in un’opzione prevalente, accogliendo la natura generativa del conflitto e delle contraddizioni.
Responsabilizza chi è presente all’assemblea a prendere parola e a partecipare attivamente, principio fondamentale del governo dei beni comuni.
Le pratiche di democrazia reale superano la delega e il metodo della maggioranza, evidentemente competitivo.
La comunità, in questo modo, si autodetermina nel corso dell’azione, non come gruppo o collettivo, ma come attuatrice dell’esperienza di un processo aperto e condiviso.

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