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Oggi passerà anche da Belluno la protesta europea contro il tentativo del Governo Spagnolo di Mariano Rajoy di trasformare l’aborto in un reato.

Il percorso Rovesci e Diritti, ha deciso di portare in città un segnale rispetto al processo culturale e politico che, dalla Spagna fino ai nostri ospedali, sta cercando di mettere in discussione i diritti fondamentali delle donne.

Abbiamo scelto di aderire alla campagna “Yo Decido”, nata dalla determinazione di migliaia di donne e uomini spagnoli che stanno reagendo di fronte al Disegno di Legge Gallardon con il quale, si vedrebbetrasformato il diritto all’interruzione di gravidanza in un reato (per i medici che lo praticano), salvo casi particolari come lo stupro o il grave rischio per la salute fisica e psichica della donna, rischio che dev’essere certificato da ben due medici.

Un progetto di legge che vedrebbe di fatto arretrare la Spagna al 1985, cancellando 30 anni di lotte, riforme e conquiste sul piano dei diritti. Un cambiamento che se applicato avrebbe effetti devastanti, basti pensare che rispetto ai dati del 2011 in Spagna, ben 100.000 aborti sui 118.000 totali risulterebbero illegali.

Anche in Europa le cose non vanno meglio, visto che il Parlamento europeo ha da poco respinto una mozione in difesa dei diritti sessuali e riproduttivi, la mozione Estrela con la quale si sarebbe affermato oltre al diritto all’interruzione di gravidanza anche quello ad una corretta educazione sessuale. Mozione bocciata anche grazie all’astensione di 6 deputati del PD nostrano.

Per questi motivi, la nostra, non vuole essere solo una solidarietà formale, ma esprime la necessità di porre l’attenzione su ciò che sta succedendo anche in Italia e anche nel nostro territorio: un sostanzialeattacco alla legge 194 che, in maniera subdola, viene quotidianamente disattesa e violata dall’altissima percentuale di medici, infermieri e ostetriche che si avvalgono dell’obiezione di coscienza (si pensi che in certe zone d’Italia la percentuale di obbiettori si attesta sul 90%), rendendo di fatto la possibilità di obiezione una regola e non più una scelta individuale.

Un dato che diventa impressionante se accostato alla difficoltà legate alla prescrizione e all’acquisto della pillola del giorno dopo, pur essendo questa una misura contraccettiva, e l’inquietante presenza dei militanti Pro Life nelle corsie dei reparti maternità e nei consultori.

Vogliamo perciò unirci al coro di voci che chiede ai governi europei la garanzia della pluralità delle posizioni morali e il rispetto della libertà di scelta delle donne in fatto di maternità.

Un diritto inalienabile che non può essere tolto o negato in una realtà democratica.

Il diritto indiscutibile ad essere le uniche proprietarie del proprio corpo e della propria vita.

Rovesci e Diritti – Belluno

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