LAVORI-CASERMA

Continua la costruzione della Casa dei Beni Comuni.

Un’altra area del ex caserma Piave è libera dall’abbandono e dal degrado. La Caserma, in stato di abbandono da molti anni e da poco entrata nelle disponibilità del Comune di Belluno, è una zona enorme, circa 30.000 mq, alle porte della città tra Belluno e Ponte nelle Alpi. Da quando ha smesso di ospitare armi e militari la nature se ne è riappropriata. Attualmente lo stato dell’area e la sua formale destinazione d’uso non permetterebbero l’assegnazione degli stabili della Caserma, ma l’amministrazione con la quale la Casa dei Beni Comuni ha già preso contatto attraverso vari incontri si è impegnata ed ha dimostrato la volontà di assegnare, previo verifiche statiche, parte di quella zona a vari gruppi.

Ad oggi ANA e Casa dei Beni Comuni di Belluno sono tra i soggetti che dovrebbero accedere a porzioni di questo bene pubblico.

L’ex caserma si presenta come un dedalo di stradestabili ed hangar di cemento e acciaio che l’abbandono e la forza della nostra terra l’hanno quasi completamente avvolta in una giungla informe di alberi e sterpaglia. Renderla attraversabile e usufruibile non sarà una passeggiata! Ma anche il secondo appuntamento di sfalcio è stato incredibilmente produttivo, dalle foto infatti si può facilmente capire, la mole di lavoro che le decine di attiviste e attivisti della Casa dei Beni Comuni hanno già fatto in queste 2 settimane per iniziare il processo che vedrà trasformare un luogo vuoto in una vera e propriacittadella della cultura e della partecipazione.

Anche domenica nonostante il caldo di questa estate potente e bellissima i lavori si sono alternati aprogetti e spunti di ciò che potrà diventare la ex Caserma Piave, dove ora vi sono hangar vuoti e arrugginiti qualcuno vi ha già visto una palestra di roccia, uno spazio espositivo e un piccolo teatro, altri guardando un deposito di munizioni hanno immaginato la sede di un progetto di comunicazione indipendente e avanti cosi fino a sera, fino a quando un’altra area è stata ripulita.

Da quando il Sindaco Massaro ha aperto le porte della ex caserma alla progettualità della CDBC di Belluno, molte sono le persone che si sono alternate tra rastrelli, motoseghe, decespugliatori e roncole in un processo di cooperazione e collaborazione che già è il primo tangibile risultato del percorso che porterà, in qualche mese, ad aprire un luogo di produzione, di partecipazione e di cultura.

Per questo invitiamo chi ne avesse voglia a partecipare ai lavori di costruzione di questo progetto. C’è bisogno di braccia per reggere i rastrelli e di teste per immaginare nuovi progetti e un nuovo futuro per quell’area.

Un luogo di cui questa città e molti dei suoi cittadini hanno bisogno.

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