massaro-piccolo

Ieri sera quasi un centinaio di persone si sono “accalcate” all’interno del BL.itz di Belluno per discutere con il Sindaco Massaro della costruzione di un nuovo spazio sociale in città.

La serata è stata aperta dagli attivisti del BL.itz che hanno reso pubblica la scelta di chiudere definitivamente lo spazio di via Mezzaterra.

“Sabato 9 marzo chiuderemo. Lo facciamo con la consapevolezza che si è chiuso un ciclo iniziato con le occupazioni di Levego. In questi cinque anni abbiamo prodotto molto, oltre trecento eventi culturali e politici, realizzando un progetto che anni fa sembrava impossibile. Lo abbiamo fatto in un contesto urbano, nel centro storico della città, in piena autonomia e senza chiedere finanziamenti pubblici. Ora sentiamo la necessità di fare un salto di qualità. Questo spazio ha esaurito la sua funzione. Qui è stato prodotto più di quanto fosse possibile e adesso sentiamo il bisogno, assieme a tutte le persone che in questi anni hanno fatto vivere il BL.itz, di costruire uno spazio sociale all’altezza delle esigenze della città, per questo abbiamo deciso di aderire fino in fondo al progetto della Casa dei Beni Comuni”.

Un’adesione che passa anche attraverso lo scioglimento del collettivo politico. “Contemporaneamente al percorso di opposizione al governo Prade, che ha rappresentato un periodo “buio” per la città, abbiamo sempre cercato di dare il nostro contributo nelle battaglie territoriali in difesa dei beni comuni, dall’acqua, alla mobilità, all’agricoltura fino alle questioni legate al lavoro.

Da circa tre anni, dopo l’assemblea di “Belluno anno zero” ci siamo “sciolti” dentro una comunità che attorno a queste battaglie si è via via andata costituendosi. Abbiamo sempre cercato di porci come “struttura di servizio” mettendo a disposizione le nostre competenze e i nostri mezzi. Ci sembra naturale continuare su questa strada, che è una strada ricca di vittorie ed è questo quello che conta, non la nostra identità. Anche su questo terreno vogliamo rilanciare in avanti e dopo la “sbornia” elettorale, abbiamo la volontà di contribuire alla creazione di un soggetto unitario e provinciale che prenda forma attorno a queste battaglie. Un’esigenza sempre più condivisa.”

Dopo questa premessa la serata è entrata nel vivo. Per la “Casa dei Beni Comuni” sono intervenuti Piergiorgio Svaluto Moreolo, Nicoletta Comar, Cinzia Mazzarol e Guido Mattera che hanno presentato il progetto all’assemblea.

Piergiorgio ha spiegato la natura aperta del progetto, nel quale sono confluite già diverse realtà e persone che operano in città. Ha fatto presente che il progetto era già stato presentato al Sindaco nell’autunno scorso e che era stato pensato inizialmente per lo Spazio Giovani, in quanto a dicembre sarebbe scaduta la convenzione con la cooperativa che lo gestiva.

E’ stato però ribadito più volte, che il progetto è adatto per qualsiasi spazio perché si basa su due principi fondamentali: l’auto-recupero e l’auto-sostenibilità economica.

Nicoletta e Cinzia hanno esposto ciò che all’interno dello spazio si vorrebbe realizzare, mettendo in risalto la necessità di creare un luogo di autoproduzione di cultura dal basso aperto alla città, attraverso una cooperazione sociale partecipata che sappia mettere insieme le varie competenze che già ci sono, ma con la volontà di aggregarne altre.

Infine, Guido ha posto l’accento sul modello gestionale dello spazio caratterizzato da un’assemblea dove le varie iniziative verrebbero discusse, organizzate e prodotte. Uno spazio comune, democratico e attivo che nella città di Belluno manca e che per essere realizzato necessita di una scelta di coraggio da parte dell’amministrazione.

Dopo questo primo ciclo di interventi è stato proiettato un filmato prodotto da Belluno+, che racconta la storia del Bocciodromo di Vicenza.

Uno spazio autogestito dalla comunità che offre proposte culturali, iniziative per bambini, pranzi sociali per il quartiere e molto altro, un modello a cui far riferimento anche per la Casa dei Beni Comuni che si vorrebbe far nascere a Belluno. Vicenza ci insegna che questo è possibile.

A seguito della proiezione è intervenuto il Sindaco di Belluno Massaro, che ha fatto prima una panoramica delle stato delle cose e delle difficoltà economiche in cui si trova il comune. E’ poi entrato nel vivo della questione facendo presente che è tutt’ora in corso una mappatura degli spazi pubblici di proprietà del comune, dalla quale sta emergendo un patrimonio importante che sta andando in deperimento, dopo anni di totale abbandono.

Ha per questo espresso particolare interesse per un progetto che si fonda sull’auto-sostenibilità economica, dichiarando la propria volontà politica di aprire un percorso per realizzarlo, cogliendo la ricchezza e la serietà della proposta e assumendosi l’impegno di discuterne con la propria amministrazione comunale.

Entro la metà di marzo è stato fissato il limite temporale per un nuovo appuntamento nel quale approfondire alcune questioni tecniche.

L’assemblea si è conclusa con l’appello della Casa dei Beni Comuni: “Ora tocca a noi, questo percorso comincia oggi. Invitiamo chi in Provincia condivide con noi la volontà di costruire attraverso la cooperazione questo progetto, ad aiutarci, a condividere le sue competenze, il suo tempo.

Avevamo iniziato la serata chiedendoci se fosse possibile costruire uno spazio sociale a Belluno. Le tante persone presenti ieri sera e l’apertura del Sindaco al progetto dimostrano che uno spazio sociale a Belluno si può fare. Ora capiamo tutti insieme il “come”.

Leave a Comment

Who are you?

Your message.