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Ieri sera oltre un centinaio di persone hanno affollato la sala Bianchi a Belluno per assistere alla presentazione del progetto della Casa dei Beni Comuni relativo all’auto-recupero di una porzione dell’ex caserma Piave da adibire a spazio sociale.

I primi interventi sono serviti a spiegare le caratteristiche del progetto e i suoi contenuti a partire dai principi e dalle linee guida che hanno ispirato la sua elaborazione. Si è passati poi alla descrizione di un possibile riutilizzo delle aree indicate nel progetto ponendo l’accento sui tempi di realizzo e sulla necessità da parte dell’amministrazione d’iniziare l’iter burocratico e politico che porti all’assegnazione di quella parte dell’ex caserma.


In tal senso, rassicuranti sono state le parole del Sindaco Massaro, presente assieme all’assessore Tommasi, che ha dichiarato come sia già in corso la ricognizione da parte degli uffici competenti sulla condizione degli stabili e allo stesso tempo sia iniziato l’iter per la variante urbanistica sulla destinazione d’uso di quell’area.
Ha riconosciuto la valenza sociale del progetto presentato e ha ribadito l’importanza che può avere una sperimentazione di questo tipo in un momento di forte crisi sociale.

Inoltre si è preso l’impegno di verificare l’ipotesi di poter consegnare da subito le chiavi di accesso dell’area agli attivisti della Casa dei Beni Comuni, in modo tale che vi sia la possibilità d’iniziare i lavori di ripristino dello stabile di circa 150 metri quadrati che è stato individuato, attraverso la modalità dei “progetti di sussidiarietà” già utilizzata dagli attivisti per lo sfalcio all’interno dell’ex caserma.

A breve l’amministrazione aprirà un bando d’interesse sull’intera area che è di circa 38.000 metri quadri e che potrebbe trasformarsi in una vera e propria cittadella del terzo settore, dove tutte le risorse no profit del territorio potrebbero trovare un luogo nel quale cooperare.

Dopo ieri sera, un altro mattone è stato posato. Il percorso non è facile ma le numerose persone presenti alla serata sono il segnale tangibile del potenziale di questo progetto.

“Andiamo avanti” sono state le parole di chiusura dell’incontro pubblico.

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